Chernobyl: quel 26 aprile 1986 a Pripyat

Un focus sul disastro nucleare di Chernobyl a 31 anni esatti dal terribile incidente che cambiò per sempre la storia. Ospiti: la giornalista Emanuela Zuccalà e Tatsiana Pagliani a Siamo Noi 

C’erano circa 50mila abitanti a Pripyat, Ucraina, prima che il 26 aprile 1986 l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, poco distante, costringesse tutti quanti a scappare (il giorno dopo, in sole tre ore) il più lontano possibile dalla città che fino a quel momento era stata vivace e moderna.

La notizia del disastro di Chernobyl fa il giro del mondo. Sulla stampa italiana non mancano dibattiti e commenti. Tra questi un fondo di Primo Levi. L’esplosione della centrale di Chernobyl in Ucraina scoppia più dirompente che mai anche sulla stampa italiana dopo quel 26 aprile 1986. L’Unità parla di “catastrofe mai vista” dalle “conseguenze incalcolabili” mentre Giuseppe Zamberletti, allora ministro della protezione civile assicura “che per l’Italia non c’è rischio”. Tuttavia la nube tossica – titolano i giornali – è attesa sulle alpi italiane. Il 3 maggio un’ordinanza del ministro della sanità vieta in tutta la penisola per 15 giorni la vendita di ortaggi a foglia larga e la somministrazione di latte a bambini sotto i 10 mesi e alle gestanti.

Sul quotidiano La Stampa di Torino Primo Levi in un fondo dal titolo “La peste non ha frontiere” si chiede se il mondo imparerà mai dalle proprie sciagure. “Purtroppo – commenta l’autore di Se questo è un uomo – la tecnologia e la biologia nucleare sono intrinsecamente ardue: ai profani è difficile fare il bilancio rischi-benefici. Ora profani siamo tutti: i pochi non profani sono parte in causa”.
Nell’agosto dell’86 poi a Vienna si riunisce Agenzia internazionale per l’energia atomica che, discutendo il dramma del dopo Chernobyl, stima che nei successivi 70 anni a causa delle radiazioni le vittime potrebbe essere circa 50mila.

Pino Scaccia è stato il primo giornalista occidentale ad entrale nella città di Pryp’jat’ colpita dall’esplosione del reattore di Chernobyl. La sua testimonianza nella puntata di TGtg – Telegiornali a confronto del 26 aprile 2016

Nella puntata di Laudato Sì la giornalista Antonella Spinelli racconta la storia di Chernobyl e del pericoloso fenomeno del turismo nelle zone radioattive

Stefania Paciello e Ruggero de Paolis a “Il Mondo Insieme – Prima di cena” con Licia Colò parlano dei “bambini di Chernobyl” e della loro “nuova” meravigliosa famiglia, poi viaggiamo verso la Danimarca dei vichinghi e conosciamo con Anna i pierogi polacchi.

5 anni da ‎Fukushima, 30 dal disastro ‎nucleare di ‎Chernobyl. Licia Colò a “Il mondo insieme” ne parla con il fisico e ricercatore del CNR Valerio Rossi Albertini

L’ultimo saluto di una moglie ad un pompiere perito durante le radiazioni dovute all’esplosione nucleare di Chernobyl. Dalla puntata di TGtg – Telegiornali a confronto del 26 ottobre 2015

A cura dell’ufficio web di TV2000