1957-2017: buon compleanno, Europa!

1957-2017: buon compleanno, Europa!

Papa Francesco ha ricevuto in udienza nella Sala Regia in Vaticano i 27 Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea con le rispettive delegazioni in occasione del 60° anniversario dei Trattati di Roma. “Senza cristianesimo incomprensibili valori occidente” ha detto Papa Francesco. Il denominatore comune dei Padri dell’Europa “era lo spirito di servizio, unito alla passione politica, e alla consapevolezza che all’origine della civiltà europea si trova il cristianesimo, senza il quale i valori occidentali di dignità, libertà e giustizia risultano per lo più incomprensibili”. Durante il suo discorso durato circa mezz’ora ha sottolineato:“Anche l’Unione Europea è chiamata oggi a mettersi in discussione, a curare gli inevitabili acciacchi che vengono con gli anni e a trovare percorsi nuovi per proseguire il proprio cammino”, la proposta. “A differenza però di un essere umano di sessant’anni, l’Unione Europea non ha davanti a sé un’inevitabile vecchiaia, ma la possibilità di una nuova giovinezza”, la tesi di Francesco: “Il suo successo dipenderà dalla volontà di lavorare ancora una volta insieme e dalla voglia di scommettere sul futuro”. “A Voi, in quanto leader, spetterà discernere la via di un nuovo umanesimo europeo, fatto di ideali e concretezza”, l’appello finale: “Ciò significa non avere paura di assumere decisioni efficaci, in grado di rispondere ai problemi reali delle persone e di resistere alla prova del tempo”.

Quella europea è una storia molto lunga iniziata nel 1957 con la firma dei Trattati dei sei Paesi fondatori, proprio in Campidoglio a Roma. Quell’accordo storico istituì la Comunità economica europea. Nel servizio di Antonio Soviero le immagini e l’audio originale dell’Istituto Luce di quel momento storico. Il contesto storico e politico in cui nasce la Comunità Europea è quello degli anni Cinquanta. I sei membri fondatori sono il Belgio, la Francia, la Germania, l’Italia, il Lussemburgo e i Paesi Bassi. Gli anni Cinquanta sono caratterizzati dalla guerra fredda tra Est ed Ovest. Le proteste in Ungheria contro il regime comunista sono represse dai carri armati sovietici nel 1956. Nel 1957, il trattato di Roma istituisce la Comunità economica europea (CEE), o “Mercato comune”.
Per approfondire: https://europa.eu/european-union/about-eu/history_it

Anche a Siamo Noi un focus sull’Europa a ridosso dell’anniversario dei Trattati di Roma del 25 marzo 1957: la serie di trattati che istituivano di fatto la Comunità economica europea. Tra gli ospiti: Salvatore Santangelo, docente di geografia delle lingue Università Tor Vergata, Dimitri Deliolanes, giornalista greco e, in collegamento da Milano, Alessandra Moroni, menzione speciale premio Jo Cox

Europa al bivio: tra passato, presente e futuro del Vecchio Continente

La puntata di Avanti il prossimo dedicata all’Europa si apre con l’intervista di Piero Badaloni a monsignor Vincenzo Paglia e Giuliano Amato sull’attentato di Londra del 22 marzo e su un tema sentito e delicato come quello del fine vita. L’argomento principale della nona puntata di Avanti il Prossimo è l’Europa. A tre giorni dalla ricorrenza dei “Trattati di Roma” del 25 marzo 1957, la serie di accordi politici ed economici che hanno sancito di fatto l’inizio Comunità Economica Europea, si ripercorrerà la storia dell’Unione Europea partendo dal Manifesto di Ventotene (1941 – 1944) fino ai giorni nostri. Uno spaccato tra passato, presente e futuro del Vecchio Continente. Tra gli ospiti, il Senatore Romano Prodi, ex Presidente della Commissione Europea per riflettere sui valori fondanti dell’Unione recentemente messi a dura prova da avvenimenti politici come la Brexit e l’insorgere di populismi e nazionalismi, il giornalista Giovanni Floris, Maarten van Aalderen, giornalista olandese vice presidente dell’Associazione Stampa Estera e corrispondente del “De Telegraaf” in Turchia e Roberto Ippolito, autore di “Eurosprechi” per un dibattito sugli sprechi economici dell’Unione. Al centro della puntata anche un dibattito sulle iniziative europee a favore dei giovani: dai finanziamenti per le nuove forme di impresa al progetto Erasmus che quest’anno celebra il suo trentesimo compleanno. A testimonianza di ciò, l’intervento di Tiziana Lombardo, cofounder della Startup Europe Week, l’iniziativa per promuovere nuove idee imprenditoriali e il reportage di Andrea Postiglione realizzato in Basilicata alla scoperta delle nuove aziende sorte grazie al programma di sviluppo rurale. In chiusura di puntata, un’intervista al Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa. Con lui, un faccia a faccia su temi delicati come immigrazione, populismi e dialogo inter religioso.

Romano Prodi: “Trump agisce in modo drammaticamente dannoso nei confronti dell’Europa perché gli dà noia”

“Trump da quando è arrivato ha voluto la rottura dell’Europa. I suoi attacchi sono come sparare sulla Croce Rossa, considerate le divisioni interne europee. L’Europa unita gli dà noia”. Lo ha detto l’ex presidente della Commissione europea, Romano Prodi, a Tv2000 in un’intervista all’interno di uno speciale di TG2000 dedicato ai 60 anni dei Trattati di Roma, girato all’interno della Sala Orazi e Curiazi dove furono firmati i trattati. All’interno dello speciale anche la testimonianza e il ricordo di Mario Segni e Antonio Martino, figli dei due italiani firmatari dei Trattati di Roma.

“Trump – ha sottolineato Prodi – agisce in modo drammaticamente dannoso nei confronti dell’Europa perché gli dà noia. L’Europa è diventato negli anni un concorrente per gli Usa. Da quando c’è l’Euro il Dollaro è diventato una delle due monete di riferimento nel mondo. Prima gli Usa hanno voluto un’Europa forte, poi hanno cominciato a temere la concorrenza. Successivamente è arrivato Trump e ha creato la rottura accusando la Germania di aver schiavizzato l’Europa. E’ una vera e propria ostilità, non si era mai vista una situazione così. Il vero problema non è dove si spinge Trump ma la debolezza dell’Europa”.
“C’è una carenza di leadership in Europa rispetto al passato – ha aggiunto Prodi – ma in questo momento neanche Ercole, Leonardo da Vinci e Galileo metterebbero a posto le cose perché viviamo una tensione fortissima. Dobbiamo dunque prima calmare le acque e poi riprendere. Per questo pur essendo triste e deluso posso accettare l’Europa a due velocità perché intanto ci fa sopravvivere alla tempesta”.
“L’Europa a due velocità – ha concluso Prodi – non mi entusiasma ma almeno è qualcosa per andare avanti per sopravvivere in questa fase purché la porta per entrare sia lasciata libera a tutti. Si potrebbe partire dalla difesa e da un esercito europeo”.

Ue, Tajani: “Solo chi ha identità debole ha paura dell’altro”

“Soltanto chi ha un’identità debole ha paura degli altri. La nostra identità è vicina alla libertà. E’ un’identità europea alla quale non possiamo rinunciare se vogliamo guardare con maggiore serenità al futuro”. Lo ha affermato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, in un’intervista all’inviato a Bruxelles Fabio Bolzetta per il Tg2000, il telegiornale di Tv2000, alla vigilia dell’udienza del 24 marzo 2017 in Vaticano con Papa Francesco che riceverà i Capi di Stato e di Governo dei Paesi Europei, in occasione dell’anniversario dei Trattati di Roma.

Dal 17 gennaio 2017 Antonio Tajani presiede il Parlamento Europeo, l’istituzione che rappresenta oltre 500 milioni di cittadini europei che, alle ultime elezioni, hanno scelto i suoi rappresentanti.
“Domani al Papa – ha aggiunto Tajani – porterò con grande onore il saluto del Parlamento, della Commissione e del Consiglio europeo. E’ la prima volta che ho la possibilità di rivolgermi con un discorso ufficiale al Santo Padre. Al Papa dirò che l’Europa ha bisogno d’unità, abbiamo bisogno di stare insieme, la nostra base fondamentale si chiama libertà e per essere liberi bisogna avere uomini liberi. Uomini che abbiano una dignità da tutelare. E se manca il lavoro non c’è dignità. Dobbiamo essere capaci se siamo forti della nostra identità di accogliere e integrare chi viene da fuori. Certamente nei limiti delle nostre possibilità”. Tajani ha poi rivelato un particolare personale: “Appena sono stato eletto presidente del Parlamento ho parlato al telefono con Papa Francesco per qualche minuto”.
“Lotta al terrorismo che continua a colpire, la lotta all’immigrazione illegale e la lotta alla crisi economica con ancora troppi giovani senza lavoro” sono le tre principali sfide dell’Unione Europea per Antonio Tajani che aggiunge “il problema dell’uscita della Gran Bretagna. Resta un interlocutore perché esce dall’Unione europea ma non dall’Europa”.

Per il Presidente del Parlamento Europeo sull’emergenza immigrazione è necessario ‘investire in Africa miliardi di euro’.
“Il pericolo dei populismi – ha concluso Tajani – si allontana dando risposte concrete ai cittadini e riducendo le distanze che purtroppo oggi esistono tra le istituzioni comunitarie e i cittadini. L’Europa non può essere un castello con il ponte levatoio alzato dove i cittadini stanno fuori a guardare e vengono guardati con disinteresse da una burocrazia onnipotente”.

Ue, Segni e Martino figli firmatari Trattati di Roma: “Volevano Stati Uniti d’Europa”

Le testimonianze e i ricordi di Mario Segni e Antonio Martino figli dei due italiani firmatari dei Trattati di Roma a Tv2000 nello Speciale del Tg2000, dedicato ai 60 anni dei Trattati di Roma e girato all’interno della Sala Orazi e Curiazi dove furono firmati i trattati.
“Ricordo che la figlia di Adenauer – ha detto Mario Segni – mi disse durante un pranzo in Sardegna dove era stata invitata da mio padre (Antonio Segni ndr) che l’intenzione dei padri fondatori era la creazione degli Stati Uniti d’Europa ed erano convinti di arrivarci anche in tempi non molto lunghi”.

“Mio padre (Gaetano Martino ndr) – ha aggiunto Martino – organizzò la conferenza di Messina dove si sviluppò l’idea di una integrazione economica dell’Europa come viatico per l’unione politica. Questa decisione venne accettata ma non fu scontata” ma poi “si sono attribuiti all’Europa una serie di compiti che nulla hanno a che vedere con un progetto federale e che complicano la vita dei cittadini. All’inizio l’Europa parlava ‘italiano’ e il processo di unificazione dell’Europa è nato in Italia e per iniziativa dell’Italia”.

“L’errore più grande in questi 60 anni – ha proseguito Segni – è stato l’allargamento indiscriminato dopo la fine della Guerra Fredda. Abbiamo fatto entrare nuovi condomini senza scrivere prima il regolamento. Spero che le prossime nomine europee siano fatte in modo diverso e spero anche che si prenda coscienza che occorrono forti leader”.
“Fino a quando non ci saranno una sola politica estera e una difesa europea – ha sottolineato Martino – non ci sarà un’Europa. L’Unione europea non è un soggetto di politica internazionale perché non ha una politica estera e una difesa propria. Nella storia dell’umanità non è mai esistito uno Stato senza una politica estera e una difesa. Lo Stato è la politica estera e la difesa”.

A cura dell’ufficio web di TV2000