27 giugno 1980: la strage di Ustica

27 giugno 1980: la strage di Ustica

“La data del 27 giugno, ricorrenza della strage di Ustica, resta impressa nella coscienza del Paese come un evento tragico e come una ferita sempre aperta, per le vite spezzate, per le indicibili sofferenze dei familiari, e per il vulnus alla sensibilità civile e democratica del nostro popolo”. Così Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella 37 anni dopo la strage del DC9 dell’Itavia.

“In questa giornata esprimo la partecipazione della Repubblica al comune dolore e la vicinanza nel costante impegno affinché siano compiutamente accertate le responsabilità e vengano ricostruite in modo univoco le circostanze e il contesto che provocarono così tante morti innocenti – ha detto il Capo dello Stato -. Alla domanda di giustizia le istituzioni hanno il dovere di dare risposta, percorrendo fino in fondo la strada della verità e facendo onore alla professionalità e alla dedizione di uomini dello Stato che sono riusciti ad aprire questo cammino superando ostacoli e difficoltà”. Ed ha concluso: ”Altri passi potranno essere compiuti, nella auspicabile collaborazione con istituzioni di paesi amici, affinché la memoria di quanto avvenuto nel cielo di Ustica rafforzi la solidarietà e la speranza di quanti operano per il trionfo delle ragioni dello stato di diritto”.

Tv2000 attraverso i servizi della redazione giornalistica e i programmi di Rete si è occupata più volte della tragedia che il 27 giugno del 1980 provocò la morte di 81 persone che viaggiano a bordo dell’aereo.

L’attualità di Siamo Noi nel 2016 ha dedicato un ampio spazio alla strage di Ustica. In studio Rosario Priore, il magistrato che sin da subito ha condotto le indagini su uno dei più grandi disastri dell’aviazione civile italiana, che ricostruisce i dettagli della vicenda arricchita con particolari inediti, Andrea Purgatori il giornalista che più di tutti ha denunciato e affrontato questo scandalo e, il Presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime Daria Bonfietti.

Nel disastro aereo di Ustica avvenuto il 27 giugno 1980, in cui un aereo di linea, Douglas DC-9, della compagnia italiana Itavia cadde improvvisamente in mare, potrebbe esserci stato un coinvolgimento degli Stati Uniti. Lo ha detto Rosario Priore, all’epoca giudice istruttore dell’inchiesta sulla strage di Ustica, ospite del programma ‘Siamo Noi’ su Tv2000.

“Ho lasciato l’inchiesta da diversi anni – ha detto Priore – ma i miei successori stanno lavorando bene. I mezzi che all’epoca avevano gli Stati Uniti erano di gran lunga superiori a quelli italiani e a quelli francesi. I nostri avevano individuato uno o due aerei libici e da Grosseto si sono alzati in volo due nostri aerei all’inseguimento di questi velivoli con l’intento di abbatterli perché erano apparsi nei radar come nemici. Intervennero sicuramente i francesi che vollero compiere questa missione nel loro mare contro il nemico Gheddafi ma ad un certo punto sono intervenuti anche gli americani della portaerei Saratoga. Questo possiamo dedurlo dal fatto che sul luogo dell’incidente abbiamo trovato un canotto di salvataggio appartenente alla portaerei Saratoga. Su questo punto si dovrebbe lavorare”.

Terminale della coda del DC-9 Itavia Recuperato dalla nave Bangkok

“Bisognerebbe capire – ha aggiunto il giudice Priore – se c’è stato uno o più aerei Usa che hanno detto ai francesi ‘fatevi da parte’ ma a loro volta anche i francesi hanno detto agli italiani ‘fatevi da parte’. Interpretando i dati radar bisogna vedere se effettivamente sul luogo dell’incidente è caduto un aereo americano, il pilota si è salvato con il canotto di salvataggio ed è stato tratto in salvo. Questa, secondo me, è un’operazione che alcuni stanno facendo”.

Alla puntata di ‘Siamo Noi’ dedicata alla strage di Ustica è intervenuto anche il giornalista e scrittore, Andrea Purgatori, che si è occupato della vicenda: “Priore non ha detto una cosa da poco perché nei pochi tracciati radar che sono rimasti si vede distintamente la traccia di un elicottero che sorvola il mare in quella zona e che poi scompare. E dato che gli elicotteri non atterrano sull’acqua, è sceso evidentemente su una portaerei. Il problema è che l’ elicottero arriva sul luogo dell’incidente molte ore prima dei soccorsi italiani”.

“Se è vero che sotto il DC-9 della compagnia italiana Itavia – ha aggiunto Purgatori – si sarebbero nascosti due caccia libici, allora questi sono entrati con la complicità dell’Italia. A questo punto anche noi saremmo corresponsabili di quello che è accaduto dopo. Se è vero, come dicono alcuni testimoni e il presidente Cossiga, che a colpire l’aereo dell’Itavia sono stati i francesi allora questi sono colpevoli di aver compiuto un atto di guerra in tempo di pace nello spazio aereo di un altro Paese tentando di uccidere un leader politico (Gheddafi ndr). Gli Usa non possono non aver visto quello che accadeva perché nel Golfo di Napoli era presente la 6° flotta e in quel momento di estrema tensione raccontare che i radar erano spenti per non disturbare le trasmissioni televisive di Napoli è una bugia ridicola alla quale ci siamo in qualche modo adattati. Un senso di ‘ragion di Stato’ ha impedito a Francia, Italia, Libia e Usa di dire la verità perché c’era un ricatto incrociato intorno al quale poi si è sviluppato il silenzio”.

Un documentario francese di Canal Plus nel 2016 ha rilanciato l’ipotesi dell’abbattimento del DC9 da parte di caccia di Parigi. La storia nel servizio di Clara Iatosti

Nel servizio di Massimiliano Cochi dell’8 aprile 2015 si ripercorre l’intera vicenda di Ustica dando la notizia della conferma da parte dei giudici di Palermo che il Dc9 dell’Itavia nel 1980 fu colpito da un missile.

Il 23 ottobre 2013 nel servizio di Saverio Simonelli si fa riferimento alla Corte di Cassazione e a un nuovo processo civile che valuti la responsabilità dello Stato nel fallimento dell’Itavia, proprietaria , lo ricordiamo, del Dc9 precipitato il 27 giugno 1980.

A cura dell’ufficio web di TV2000