Abuna Paolo: 4 anni senza padre Dall’Oglio.

Abuna Paolo

4 anni senza padre Dall’Oglio

29 luglio 2013: il rapimento a Raqqa, in Siria, di padre Paolo Dall’Oglio. A chiedere la liberazione del gesuita per fare leva sui responsabili della sparizione innanzitutto la famiglia, esponenti delle istituzioni, le associazioni e la società civile. A questi appelli si è aggiunto più volte l’invito di Papa Francesco a liberare padre Dall’Oglio. A quattro anni dalla scomparsa di padre Dall’Oglio la speranza non è morta. Abuna Paolo è nei cuori, nella mente e nelle preghiere di tutti. Tv2000 ha dedicato ampio spazio alla vicenda con approfondimenti all’interno dei programmi di rete e attraverso i servizi giornalistici del Tg2000.

La puntata de “Il Diario di Papa Francesco” del 28 luglio 2017 condotta da Gennaro Ferrara è dedicata a padre dall’Oglio a 4 anni dalla sua scomparsa da Raqqa. Ospiti in studio: il nipote Raffaele Persichetti e i giornalisti Laura Silvia Battaglia e Amedeo Ricucci (RAI).

Paolo Fucili intervista il nipote di padre Paolo Dall’Oglio Raffaele Persichetti che racconta come dal 29 luglio 2013, giorno del rapimento dello zio, ha iniziato a interessarsi ancora di più alla situazione siriana e alla tragedia che ha colpito la popolazione.

Nella puntata de “Il Diario di Papa Francesco” dell’8 luglio 2016 Gennaro Ferrara incontra Suor Deema Fayyad del Monastero di DEIR MAR MUSA, in Siria, dove il gesuita padre Paolo Dall’Oglio guidava la comunità monastica di San Mosè. Una testimonianza toccante a 5 anni dal conflitto in Siria. Suor Deema comunica grande speranza per il futuro e promuove una catechesi di misericordia che può ispirare le nostre vite.

Nella puntata de “Il Diario di Papa Francesco” del 25 novembre 2016 Gennaro Ferrara racconta l’esperienza di padre Jihad Youssef monaco della Comunità Monastica del Khalil, nel Monastero di Mar Musa, Siria, e padre Jacques Mourad, monaco co-fondatore della Comunità della Comunità Monastica del Khalil, nel Monastero di Mar Musa.

Monica Mondo nella puntata di Soul del 15 aprile 2016 incontra padre Jacques Murad. E’ un racconto toccante della vicenda umana e della prigionia di questo frate siriano, priore del monastero siro-cattolico di mar Elian, a Quaryatayn. Un monaco che appartiene alla comunità fondata dal gesuita italiano Paolo Dall’Oglio, scomparso dal 29 luglio 2013, a Raqqa. Padre Jacques Murad è stato rapito il 21 maggio 2015 e trattenuto dalle bande dell’Isis per cinque mesi.

A tre anni dal rapimento Maurizio Di Schino intervista Immacolata Dall’Oglio, sorella di padre Paolo.

Nel giorno del 60° compleanno non ci sono ancora buone notizie su padre Paolo Dall’Oglio. In quel giorno la famiglia chiede una preghiera a tutti per lui. Il servizio di Francesco Durante.

E’ il 25 ottobre 2012 quando Maurizio di Schino in occasione dell’Ottobre missionario, intervista padre Paolo Dall’Oglio, gesuita, espulso dalla Siria. Negli anni ’80 ha rifondato il monastero cattolico siriaco Deir Mar Musa al-Habashi, nel deserto a nord di Damasco, accogliendo anche ortodossi. Impegnato anche nel dialogo interreligioso con i musulmani. Dall’inizio della guerra in Siria, nel marzo 2011, ha sempre denunciato i massacri e i soprusi perpetrati dal regime di Bashar al Assad che lo ha espulso dal Paese: espulsione eseguita il 12 giugno 2012.

“Abuna Paolo” è il brano scritto da Pietro Dall’Oglio, fratello di padre Paolo Dall’Oglio. È noto per aver rifondato, negli anni Ottanta, la comunità monastica cattolico-siriaca Mar Musa (Monastero di san Mosè l’Abissino), erede di una tradizione cenobitica ed eremitica risalente al VI secolo. Il monastero, nel deserto a nord di Damasco, accoglie anche fedeli di religione ortodossa. Paolo Dall’Oglio è fortemente impegnato nel dialogo interreligioso con il mondo islamico. Questo suo attivismo gli ha causato l’ostracismo del governo siriano, che minacciò la sua espulsione durante il soffocamento della proteste popolari deflagrate nel 2011. Inizialmente, il decreto d’espulsione non fu attuato a seguito di un accordo raggiunto con l’autorità siriane, in base al quale il gesuita doveva tenere un “profilo basso”, astenendosi dall’esprimersi pubblicamente sulla situazione politica del paese. L’espulsione è stata poi eseguita il 12 giugno 2012. Per un breve periodo dopo la sua espulsione dalla Siria, si è trasferito a Sulaymanya, nel Kurdistan iracheno, dove è stato accolto nella nuova fondazione monastica di Deir Maryam el Adhra. La speranza è che questo brano contribuisca a riportare attenzione sulla vicenda per scuotere i mass media e far riportare padre Paolo a casa.

L’inviato di Tv2000 Maurizio Di Schino ripercorre le tappe del sequestro del padre gesuita. L’approfondimento in onda il 24 maggio 2014 in occasione della lunga diretta che Tv2000 dedica al viaggio di Papa Francesco in Terra Santa.

Il Tg2000 sin dai primi giorni del rapimento del gesuita, con i servizi di Maurizio Di Schino, ha cercato di capire cosa e perché ha indotto i sequestratori a porre nel loro mirino padre Paolo.

Con Clara Iatosti insieme a Paolo Beccegato, responsabile Area Internazionale della Caritas Italiana, e Maurizio Di Schino in collegamento telefonico, si parla dell’enigma che avvolge la sparizione del gesuita. E’ il 1° agosto del 2013

A quasi due anni dal sequestro in Siria, “per non dimenticare” padre Dall’Oglio un gruppo di giornalisti fa nascere una associazione per ricordare l’impegno e la missione di dialogo interreligioso del gesuita italiano e per far memoria del martirio del popolo siriano in questi oltre 4 anni di guerra.

L’ultimo in ordine di tempo a chiedere la liberazione di padre dall’Oglio è stato Papa Francesco. Nel servizio di Lucia Ascione l’appello del pontefice.

A più riprese nel Tg2000 e nei programmi di Tv2000 viene riproposto l’appello per la liberazione di padre Dall’Oglio nell’Angelus di Papa Francesco di domenica 26 luglio 2015. Il servizio di Alessandra Camarca.

Questa fiammella di speranza rimane sempre viva. Preghiamo perché si possa avere qualche notizia rassicurante. Naturalmente più il tempo passa più questa fiammella diventa sottile ma non è assolutamente estinta. Ogni tanto si rincorrono voci rassicuranti e voci contrarie ma non si è mai arrivati ad avere qualche prova sicura”. E’ il nunzio a Damasco, monsignor Mario Zenari, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, del 27 luglio 2015, commentando l’appello di Papa Francesco per la liberazione del gesuita padre Paolo Dall’Oglio e altri 6 religiosi rapiti in Siria.

Mons. Zenari ha ricordato che “in tutto gli ecclesiastici sequestrati, dei quali non si sa niente, sono 7: ci sono due vescovi ortodossi, padre Paolo Dall’Oglio, altri due giovani sacerdoti sequestrati qualche mese prima dei due vescovi ortodossi, un monaco della comunità di padre Paolo sequestrato 3-4 mesi fa di cui non si sa nulla, fino all’ ultimo sacerdote sequestrato un paio di mesi fa. Devo anche ricordare che purtroppo i sequestrati, in gran parte siriani ma anche stranieri, sono migliaia, si arriva anche a 20 mila persone scomparse di cui non si hanno più tracce”.

“Il richiamo del Papa fa sempre molto bene – ha concluso mons. Zenari – risveglia le coscienze ed è di conforto alle famiglie delle persone scomparse. Probabilmente gli appelli del Papa saranno stati ascoltati anche dai sequestratori, si spera che ci sia ancora un po’ di umanità tra la gente che commette questi sequestri”.
Federico Plotti invece raccoglie la testimonianza dell’amica d’infanzia di padre Paolo, Francesca Peliti che lo ricorda così come lo ha conosciuto.

Anche Licia Colò durante il programma “Il Mondo Insieme”

racconta la storia di padre Dall’Oglio dando il benvenuto in studio a Maurizio Di Schino, giornalista e inviato di Tv2000.

“Il sequestro di padre Paolo Dall’Oglio è un caso doloroso. La porta della speranza non è chiusa, resta sempre aperta ma il tempo passa. Dalle notizie in mio possesso non ci sono mai stati contatti, questo è un fatto un po’ inquietante”. Lo ha detto il nunzio a Damasco, mons. Mario Zenari, ai microfoni di Tv2000 e inBlu Radio, ricordando il gesuita italiano rapito in Siria.

Mons. Zenari nell’intervista alla vaticanista Rita Salerno, ha inoltre sottolineato che “sono migliaia e migliaia le persone scomparse di cui non si sa più niente, rapite da gruppi diversi. C’è chi dice che le persone sparite in questo conflitto siano 20 mila. Possiamo immaginare la sofferenza di tutte queste famiglie”. (ascolta audio)

A cura dell’ufficio web di TV2000