Giorno della Memoria: per non dimenticare la tragedia della Shoah

Giorno della Memoria

 per non dimenticare la tragedia della Shoah

Al campo di concentramento di Auschwitz si accede per una porta sovrastata dalla cinica scritta e tristemente nota «Arbeit macht frei», il lavoro rende liberi. Da qui iniziava per i deportati il viaggio verso l’orrore, troppe volte senza ritorno. Oggi Oswiecim, l’allora Auschwitz I, e Brzezinka, quella che era Auschwitz II-Birkenau, è tutto un museo a cielo aperto. I monumenti dell’industria della morte organizzata sono ancora qui, intatti, a testimonianza di una tragedia, di un crimine contro l’umanità intera.

Qui hanno perso la vita Massimiliano Kolbe e Edith Stein. Con loro anche milioni di persone. Questo luogo dal 1940 al 1945 incuteva terrore tra le popolazioni dei paesi occupati dal regime nazista durante la Seconda guerra mondiale. La prima cosa che viene in mente entrando per la prima volta nel campo di sterminio tedesco è il passo della Divina commedia sulla porta dell’inferno: “lasciate ogni speranza voi che entrate”. Quello che più di ogni altra cosa fa rimanere impietriti migliaia di visitatori da tutto il mondo è il modo in cui si organizzava l’orrore. C’è smarrimento e sconcerto davanti ai posti dove avveniva la smaterializzazione di migliaia di vite umane, senza nessun motivo o solo perché erano ebrei. Auschwitz-Birkenau incute gelo e desolazione, ma anche una grandissima malinconia e commozione, soprattutto visitando le baracche dove cercavano di sopravvivere i deportati, oppure quella strada ferrata senza ritorno che termina in una piazzola dove gli ufficiali e i medici delle SS separavano il destino di chi avrebbe lavorato da quello di chi era destinato alle camere a gas. Impossibile per qualunque visitatore non chiedersi: come possono gli uomini concepire una simile malvagità ai danni di altri uomini? Come hanno potuto i nazisti essere tutti convinti che questo era giusto? Uomini, donne, bambini privati della loro dignità, mutilati, bruciati, resi oggetto di una grande catena di montaggio che aveva come fase finale la cremazione dei loro corpi.

E’ il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche della 60ª Armata del “1º Fronte ucraino” del maresciallo Ivan Konev abbattono i cancelli della città polacca di Oświęcim, in tedesco Auschwitz. Il mondo intero viene messo a conoscenza di quella che Hannah Arendt definirà “Banalità del male” e che Igino Giordani chiamerà in un suo celebre libro “Disumanesimo”. Tutti sapranno dei luoghi di una tragedia e degli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati nei lager nazisti.

Il 27 gennaio 1945 è la data in cui ogni anno si celebra il “Giorno della Memoria” al fine di ricordare la Shoah, cioè lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

La data del 27 gennaio in ricordo della Shoah, lo sterminio del popolo ebraico e non solo è indicata quale data ufficiale agli stati membri dell’ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1º novembre 2005.

Sami Modiano e Tatiana Bucci, sopravvissuti ai lager di Auschwitz, accompagnano nei luoghi dell’orrore studenti romani e professori, raccontando la distruzione dell’uomo. Un viaggio che lascia inevitabilmente delle tracce e degli effetti, che cambiano la vita di 152 persone, rendendole a loro volta nuovi Testimoni.
Un docu-film di Gianni Vukaj da un’idea di Fausto Della Ceca e Beatrice Bernacchi.

Papa Francesco ad Auschwitz e Birkenau: in silenzio e in preghiera nei luoghi della disumanità

Un silenzio delle parole che in realtà parla ad alta voce e grida basta ad altri orrori come quello che avvenne durante la Seconda guerra mondiale ad Auschwitz e Birkenau . Il 28 luglio del 2016 è una giornata dedicata alla croce e alla sofferenza, dall’inizio fino alla fine con la Via Crucis.
Una giornata che Tv2000 racconta nell’instant film di Simone D’Ascenzi.

Papa Francesco ad Auschwitz ha incontrato dieci sopravvissuti, poi ha pregato di fronte al muro delle fucilazioni. Infine in raccoglimento nella “cella della fame” di padre Kolbe, il francescano che offrì la sua vita in cambio di quella di un padre di famiglia (qui il servizio del Tg2000 sulla storia di p. Massimiliano Kolbe)

La testimonianza di Piero Terracina, un sopravvissuto ai lager nazisti trasmessa durante il programma Bel tempo si spera, condotto da Lucia Ascione

Per campo di concentramento di Auschwitz (in tedesco anche KL Auschwitz) si intende l’insieme di campi di concentramento e di lavoro che fanno parte del sistema concentrazionario collocato nei pressi Oświęcim, una cittadina della Polonia meridionale. Al campo originario (Auschwitz I) costruito durante il periodo dell’Olocausto si aggiunsero altri campi. Tra questi quel luogo di morte che è stato il campo di sterminio di Birkenau (Auschwitz II) in polacco Brzezinka, il campo di lavoro di Monowitz (Auschwitz III), in polacco Monowice, e oltre 40 sotto-campi costruiti nel corso dell’occupazione nazista della Polonia quando deportati venivano utilizzata come forza lavoro nelle industrie tedesche.

Giacomo Cesare Avanzi incontra Diego Audero che racconta la storia della fabbrica di Oskar Schindler

Giornata della Memoria: “Per questo ho vissuto”

“Per questo ho vissuto” è il titolo dello speciale di Nel cuore dei giorni Arancio, condoto da Fabio Bolzetta, dedicato alla Giornata della Memoria. In studio Alberto Mieli, uno dei pochi sopravvissuti agli orrori di Auschwitz-Birkenau; 12 ragazzi dell’istituto Pio XI, ritenuto giusto fra le nazioni grazie all’eroica azione di padre Armando Alessandrini, direttore allora dell’Istituto stesso; Alberto Venezia, figlio di Shlomo Venezia, testimone della Shoà scomparso da 2 anni. In un servizio la testimonianza di Sami Modiano, ebreo italiano di Rodi sopravvissuto ad Auschwitz-Birkenau. I giovani del liceo ebraico Levi, raccontano il senso del Giorno della Memoria per tutti i giovani, ebrei e non ebrei.

Nel Giorno della Memoria, Marisa Errico racconta la sua esperienza nei campi di concentramento

Nel Giorno della Memoria, Marisa Errico racconta la sua esperienza di bambina nei campi di concentramento, a Bel tempo si spera.

“Siamo noi” – Auschwitz i miei ricordi, il mio dolore

In questa puntata dedicata alla Giornata della Memoria, Gabriella Facondo intervista Alberto Mieli, deportato ad Auschwitz e Birkenau

A cura di Vincenzo Grienti

Impaginazione di Giampiero Severoni