L’omicidio Moro e quei 55 giorni che cambiarono l’Italia

L’omicidio Moro e quei 55 giorni che cambiarono l’Italia

13 maggio 1978: la commemorazione funebre per Aldo Moro. In prima fila, iniziando dalla seconda persona a sinistra si riconoscono Pietro Ingrao, Giovanni Leone, Amintore Fanfani, Giulio Andreotti e Virginio Rognoni

Aldo Moro: una storia da riscrivere

Il 9 maggio 1978 si commemora il 39° anniversario dell’assassinio di Aldo Moro. Intanto prosegue il lavoro della Commissione d’inchiesta parlamentare, in particolare su due aspetti della ricostruzione ufficiale su cui affiorano dubbi: la versione dei brigatisti di un unico luogo di prigionia, in via Montalcini, e la dinamica dell’uccisione. Donatello Vaccarelli ha intervistato Paolo Cucchiarelli, autore di un libro-inchiesta che riscrive la storia del rapimento e dell’uccisione di Moro.

9 maggio 1978: il corpo di Aldo Moro viene ritrovato morto dopo 55 giorni di prigionia, nel bagagliaio di una Renault rossa in via Caetani, nei pressi della sede della Democrazia Cristiana, partito a cui apparteneva. Un tragico evento che ha profondamente segnato la storia italiana, in un’epoca in cui i crimini delle Brigate Rosse erano all’ordine del giorno.

Il 16 marzo 1978 Aldo Moro fu rapito e 5 uomini della sua scorta furono uccisi a Via Fani. Cesare Davide Cavoni ne parla con Alberto Gambino, docente di diritto privato all’Università Europea di Roma.

Nonostante i 39 anni trascorsi dal ritrovamento del suo corpo, molti punti del “caso Moro” non appaiono ancora del tutto chiari.

Uno dei tentativi più recenti di fare chiarezza sul caso Moro è stato effettuato dal giornalista d’inchiesta Paolo Cucchiarelli, che nel suo libro “Morte di un Presidente” afferma che la storia andrebbe completamente riscritta, in quanto mancano le mappe che indichino la rotta da seguire.

Tra i testimoni del rapimento Enrico Pallucca, che nell’intervista ad Augusto Cantelmi ripercorre quei drammatici momenti e racconta la storia al figlio dell’autista di Aldo Moro, Domenico Ricci, rimasto ucciso nell’agguato.

Dal periodo di prigionia sono pervenute numerose lettere da lui scritte a uomini politici e familiari, in particolare alla moglie Eleonora, dalle quali traspare tutta la sua umanità in una situazione così buia della sua vita.

Aldo Moro è stato uno dei fondatori della Democrazia Cristiana e padre fondatore della Repubblica Italiana. Diventò segretario della DC nel 1959. Ha ricoperto numerose cariche politiche, tra cui quelle di Ministro di Grazia e Giustizia (1955-57), Ministro della Pubblica Istruzione (1957-59), Ministro degli Esteri (1969-74) e Presidente del Consiglio (1963-68; 1974-76). Tuttavia viene ricordato soprattutto per aver riavvicinato la Democrazia Cristiana al Partito Comunista Italiano, attraverso quello che viene ricordato nella storia come “compromesso storico” del 28 giugno 1977.

La figura di Aldo Moro oggi è poco conosciuta soprattutto dalle nuove generazioni, ma resta importante da riscoprire per il livello di impegno politico e sociale a favore del bene comune che da sempre lo ha contraddistinto.

A cura dell’ufficio web di TV2000

 

Hanno collaborato a questo WebDoc Claudia Bellocchio, Alessandro Borgiani, Riccardo Cantadori e Pavel Vivilin dell’Istituto Pontificio Sant’Apollinare